Bit

Le origini: the monkey’s club.

Tutto è iniziato con questo racconto, scritto nel lontano 2004 per partecipare ad un concorso letterario organizzato dal Premio Grinzane Cavour e da repubblica.it .

Con mia grandissima gioia mi aggiudicai il secondo premio di  Scrivere per il web: webmania e così iniziai a credere che il sogno di bambina di diventare una scrittrice potesse diventare realtà!
Avvertenza: in questo racconto troverete alcune citazioni del paleoweb, applicazioni ormai estinte, il mondo della comunicazione on line a.F. (avanti Facebook), senza smartphone e whattsApp, ma i contenuti restano sempre attualissimi.
Buona lettura!

 

Ore 8.30, premo START e avvio il mio PC.

“Attendere, caricamento delle impostazioni in corso”

Attendo.
Inizio la mia giornata spalancando tutte le mie finestre.
Posta aziendale: invia/ricevi, iconizzo e aspetto.
Messenger, la chat che mi fa evadere.
Un giornale on line, per vedere cos’è successo nel mondo e per provare a capire se il TG di ieri sera era cronaca o reality show.
La posta personale, in attesa della notizia che mi liberi da questa ruotine.
Google per conoscere quello che non so, ma che oggi mi converrà sapere.

Blinka messenger: è Aristotele che mi augura la buona mattinata.

“Dare senso alla vita può condurre alla follia, ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderare/ è una barca che anela il mare eppure lo teme. Guarda, ti ho inviato 1 mail con il mio ritratto, dimmi kosa ne pensi”.

Scarico la posta personale: mail da Aristotele@libero.it

Oggetto: questo sono io.

scimmia-immagine-animata-0033

“Spiritoso” penso e rispondo:

“Potevi almeno toglierti gli occhiali da sole :)”

Flash di nozioni di paleoantropologia

“L’opposizione del pollice con l’indice ha permesso agli ominidi, a differenza degli scimpanzé, di poter impugnare oggetti per costruire utensili e imparare a scrivere.”

Osservo le mie dita e il mio pollice opponibile, poi guardo la tastiera: con il PC anche uno scimpanzé potrebbe imparare a scrivere, fosse solo quella la differenza.

Secondo flash, domanda di pedagogia alla maturità

“Svolgere il seguente tema. La mano come strumento della mente.
Con l’informatizzazione la mano, non più strumento del pensiero, atrofizzata è rimasta un dito che clicca e pigia pensieri composti sui polpastrelli.

E’ vero! Posso anche tagliare e incollare per scrivere, senza dover riformulare un nuovo concetto.
Eureka! Che il capo tagli ed incolli e basta?

Squilla il telefono ed esco dal peripateo della meditazione: occorre tornare all’azione:

“Gigabyte Solutions buongiorno, sono Alice!”

Nuovo messaggio di Aristotele.

“Mentre la baciavo con l’anima sulle labbra/l’anima d’improvviso mi fuggì.
E’ un po’ di tempo ke ci penso..che ne diresti se io e te ci incontrassimo?”

Sono le 11.30 e la realtà vuole intrufolarsi in questa metafora virtuale.
I miei occhi scorrono velocemente lo schermo e rimango incapace di battere risposta.

L’unica soluzione è mentire e temporeggiare:

“Scusa, possiamo parlarne più tardi?
C’è il capo in ufficio e nn posso scrivere, ti faccio un cenno io quando posso.”

Vile, ma necessario. Ripenso ai due mesi appena trascorsi.

Al mio appello sul forum on line quando, una mattina, ho deciso di rinnovare le mie conoscenze e ho lanciato un appello sul portale http://www.incontriamoci.it con un’esca: il mio indirizzo e-mail è una citazione tratta dall’Antologia di Spoon River, libro letto, riletto e divorato.

Due giorni dopo ricevo una valanga di messaggi, ma solamente uno fa centro.
Bingo: è quella di un tizio che si fa chiamare Aristotele.

“Viandante, amare è ritrovare la propria anima/ attraverso l’anima dell’amato/ Quando l’amato se ne stacca/allora tu l’hai perduta… ki del villaggio lo disse?”

Inizia così una fitta corrispondenza multimediale; messaggi, immagini, SMS, e-mail di pensieri e confidenze, senza mai vedersi, senza mai sentire la voce dell’altro.

Ora posso dare un volto ad Aristotele, stabilire la sua fisicità, che pensa dunque esiste. Accettare o meno questo blind date? Ormai ci sono coppie che si sposano dopo un incontro al buio, ci sono serial killer che utilizzano la tecnologia per lavorare meglio, ci sono tanti casi nella vita e poi ci sono io, che devo decidere, senza condizionamenti esterni, indipendentemente da serial killer e promessi sposi.

Ore 12.00: invio nuovo messaggio ad Aristotele:

“Si, mi piacerebbe incontrarti, dove?”

Aristotele sta componendo un messaggio:

“Facciamo sabato per un aperitivo all’8Bit Caffè? Sai qual è?”.

Proposta non compromettente, alla luce del sole, locale affollato, vicino alla polizia.
Si può accettare.

“Ok, allora facciamo alle 12.00?”

“Ok”

“Sì, ma come ti riconoscerò?

“Hai la mia fotografia! Anke se sono di profilo, dovresti riconoscermi!”

“Dai!! Sii serio almeno una volta!!”

“Ti diko solo questo… indosserò dei pantaloni rossi e 1 berretto dei New York Yankee.”

Sabato ore 12.00 8bit Caffè.
Affollatissimo, quasi da prendersi a gomitate, cosa succede?

“Ci sono le telecamere e la televisione, stanno facendo l’ultima puntata di The Monkey’s Club!” un coro di voci urla e io casco dalle nuvole.

Non ho mai visto questo programma in TV.

Mi sento prendere il braccio, un ragazzino, vestito tutto di bianco, mi abbraccia e mi dice:

“Ma tu sei Alice! Ragazzi c’è Alice, ha accettato di vedere Aristotele!”. E mi scatta una foto con il cellulare.

Gelo nel sangue, non riesco a capire più nulla: ma dove sono finita?

Le telecamere mi accecano e mi vedo riprodotta nei maxi schermi del locale e sui monitor LCD dell’area Internet.

Un uomo, con pantaloni rossi e berretto Yankee, mi viene incontro:

“Benvenuta Alice! Adesso conoscerai Aristotele! Ragazzi fate un bell’applauso ad Alice, che è arrivata in finale!”

Finale? Ragazzi? Ma cos’è quest’incubo?

Dico “Sì”, ma non so nemmeno io a cosa e mi trovo davanti ad uno scimpanzé, frastornato come me, che indossa una maglietta bianca con scritto The Monkey’s Club.

T-Shirt che… indossano anche tutti i presenti nel locale.

L’uomo dai pantaloni rossi riprende:

Lui è Aristotele, lo scimpanzé che i nostri esperti hanno addestrato per chattare, comporre e-mail, SMS e per flirtare con le donne! Per tre mesi in diretta su http://www.themonckeysclub.it lo avete visto alle prese con oltre cinquanta ragazze belle e ignare, ma alla fine solo una è rimasta, quella più votata da voi, ragazzi, che ci seguite in diretta ventiquattro ore su ventiquattro sul nostro sito. E’ lei che si aggiudica il primo premio di duecentocinquantamila Euro! Allora Alice quali sono le tue prime dichiarazioni?

Vedo mille miei volti moltiplicati in altrettanti schermi nel locale e nell’etere.
La mia voce è congelata.

Prendo coraggio e inizio a parlare e dico l’unica cosa che ha senso in questo momento.

Ore 9.00 “Gigabyte Solutions buongiorno, sono Alice!”.

Devo smettere di navigare tutta la notte su Internet, altrimenti al mattino sono in coma profondo.

Forse meglio prendere un caffè.

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