Corso di scrittura La trama della memoria
storie

La voce delle emozioni

Lei è troppo emotiva!

La bambina è brillante, ma troppo emotiva, piange spesso, non le si può dire nulla, che subito scoppia in lacrime – diceva il maestro infastidito a mia madre.

Sei troppo emotiva! Quello ti ha appena guardato e tu sei diventato rossa come un semaforo e hai balbettato sillabe confuse!
Mi prendevano in giro le amiche di fronte ai miei primi disastri amorosi adolescenziali.

Signorina lei è troppo emotiva, è sicura che questo lavoro faccia per lei?

Quante volte, nel corso dei miei primi 34 anni di vita,  mi sono sentita ripetere queste frasi da amici, insegnanti, titolari di azienda, sconosciuti vari. Ogni volta queste parole mi facevano sentire sbagliata e fuori luogo, non adatta ad emergere in una società nella quale, per avere successo, occorreva avere sangue freddo e self control.
Andare avanti come un treno, senza mai avere cedimenti, sfoltire le folli check list senza fare una piega.

Irritavano quelle lacrime che sgorgavamo all’improvviso dai miei occhi, quando la pressione emotiva diventava per me insostenibile, infastidiva ancora di più la mia incapacità di prendere parte alla recita sociale delle mille maschere dietro un unico volto.

Ho iniziato così a nascondere agli altri le mie vere emozioni e a rifugiarmi nella scrittura: solo tra le righe di quaderni, agende e file di Word quelle emozioni trovavano forma e voce. In questo luogo protetto potevano vivere quella vita segreta che diversamente non riusciva ad emergere.

Tagliare i rami secchi.

Un giorno, stanca ed esasperata da questa situazione, ho deciso che non volevo più sprecare tutte quelle energie per nascondermi dietro una corazza e ho iniziato a tagliare i rami secchi. 

Ho lasciato tre lavori in meno di sei mesi (uno più frustrante e deludente dell’altro) e mi sono messa in cammino.

In quel periodo avevo affittato una postazione di lavoro presso il Coworking di Cittadellarte a Biella e qui ho iniziato a rifiorire. Varcavo quel cancello e mi immergevo in una realtà nella quale la mia sensibilità (finalmente) era un pregio e una risorsa.

Qui ho conosciuto Daniela Maestrelli e insieme abbiamo dato vita al progetto artistico Il tuo racconto al centro. Per la prima volta in vita mia ho iniziato a capire che la mia emotività era la chiave del mio successo, una risorsa preziosa da mettere al servizio degli altri e non un ostacolo alla mia realizzazione.

Sono nati così i primi libri personalizzati e i complementi di arredo poetici, frutto dell’ascolto empatico e della creatività al servizio delle emozioni.

Ritorna al via.

Ma la vita aveva in serbo per me amare sorprese e, una notte di fine estate del 2015, mi portò via all’improvviso mio padre: una telefonata di mia mamma mi diceva che papà se ne era andato. In poche settimane decisi di lasciare tutto quello che avevo costruito.
Come in un crudele gioco dell’oca dovevo ripartire dal Via. 

Sono ritornata al mio paese di origine e ho aiutato mio marito a portare avanti l’attività di mio papà, lavorando sulle mie radici e cercando di costruire un ponte tra il passato e il futuro.

Ancora metamorfosi

In questo periodo, nonostante gli immensi sforzi, faticavo a dare un senso a tutto quanto era accaduto a me, a mia sorella e a mia mamma.

Nonostante l’angoscia, che spesso mi portava ad avere paura ad alzarmi dal letto al mattino, sono andata avanti, ispirata dal sorriso di nostra figlia Irene, che meritava il meglio, sostenuta dalle persone care che non mi hanno mai lasciato sola.
Le sorprese però non erano finite: a metà settembre del 2017 due linee viola annunciavano a me e mio marito che sarebbe arrivata una nuova vita in famiglia e, dieci giorni dopo, l’Ufficio Scolastico Regionale mi convocava per scegliere un incarico annuale come insegnante nella scuola primaria.

Ero incredula: di nuovo tutto sarebbe cambiato!

Il 21 settembre del 2017 varco per la prima volta la soglia di una classe e inizio a lavorare come insegnante di sostegno. Finalmente scopro che la mia emotività mi permette di relazionarmi con tutti i bambini, aprendo delle porte che diversamente resterebbero sbarrate e, come d’incanto, quel senso di frustrazione e inadeguatezza inizia a sparire.

Le giornate iniziano ad illuminarsi dei sorrisi e dei progressi dei bambini che seguo, la nuova vita che pulsa dentro di me mi dà la forza per effettuare questa ennesima metamorfosi.

Ora che l’emotività è diventata un elemento fondamentale nella mia vita, il passo successivo è stato quello di dar (finalmente) voce alle mie emozioni e alla mia creatività. 

I lunghi mesi di lock down di questa primavera mi hanno dato l’opportunità di iniziare a progettare e pensare ad alcuni corsi di scrittura creativa online nel quale poter coniugare le due cose che so fare meglio: scrivere ed insegnare.

Corsi di scrittura creativa on line di Storie, bit e poesia.

Grazie alla bella collaborazione instaurata con Agata Mondo, che mi ha aiutato a mettere a fuoco questo progetto, nel blog è nata la pagina dedicata dei miei corsi.

Qui potrai trovare tre proposte, pensate per aiutarti ad esprimere al meglio tutto quel mondo di emozioni e sentimenti che porti dentro di te, ma che troppo spesso nascondi per timore del giudizio altrui o per la paura di non essere capace.

  • La trama della memoria: cinque incontri su piattaforma online per conoscere la cassetta degli attrezzi dello scrittore e imparare insieme a scrivere il racconto di un momento importante della tua vita.
  • La voce delle emozioni: cinque incontri su piattaforma online per imparare ad usare la scrittura per dare voce alle tue emozioni più profonde.
  • Corsi individualizzati: consulenze individualizzate per accendere i testi della tua comunicazione, per concludere quell’e-book che non riesci a terminare, per raccontare la tua attività.

Come mi iscrivo?

Clicca qui e iscriviti al corso che più desideri.

Se invece vuoi chiedermi qualsiasi informazione e chiarimento mandami una mail a roberta.defassi@gmail.com

Ci vediamo in aula?

Diamo voce alle nostre emozioni e insieme costruiamo la parte migliore di noi stessi!

Vi aspetto in aula!

1 pensiero su “La voce delle emozioni”

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